Questa tendenza del rivestimento murale, molto apprezzata sui social, potrebbe farvi pentire secondo una decoratrice
© Residenceconte.it - Questa tendenza del rivestimento murale, molto apprezzata sui social, potrebbe farvi pentire secondo una decoratrice

Questa tendenza del rivestimento murale, molto apprezzata sui social, potrebbe farvi pentire secondo una decoratrice

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- 26 Febbraio 2026

Sotto la luce incerta di un pomeriggio che filtra dalle persiane, la superficie appena riconvertita di una parete attira gli sguardi: sottili lamelle di legno si susseguono senza interruzione, verticali, severe ma anche discrete. C’è un che di familiare nell’abitudine di trasformare un muro per sentirlo più caldo, più accogliente, più in linea con ciò che le tendenze mostrano ogni giorno. Ma ciò che oggi ci sembra naturale, domani potrebbe diventare un dettaglio ingombrante, difficile da ignorare nella quotidianità.

Una moda che abita i nostri spazi

Il primo impatto è visivo: la presenza del lambris a palillería, con le sue lamelle verticali impilate, si insinua nei salotti e nelle camere, fa capolino nei corridoi dove un tempo regnavano le pareti nude o colorate. Sui social, l’immagine delle doghe ripetute diventa quasi simbolica, replica di un gusto che sembra essere ovunque. Il risultato, almeno a un primo sguardo, è un ambiente più avvolgente, quasi protettivo.

L’utilità è evidente: coprire imperfezioni, garantire un certo isolamento, ricreare quell'effetto naturale che il legno sa trasmettere come pochi materiali. Marchi e riviste esaltano queste qualità, convincendo a vedere in questa soluzione la chiave per rinnovare senza fatica.

Il tempo delle superfici e quello delle mode

Ma ciò che attrae oggi, domani può stancare. La decoratrice Maika Romero osserva con lucidità come questa tendenza mostri già segnali di saturazione, sospesa tra celebrazione e rimpianto. L’onda mediatica ha trascinato ovunque il lambris verticale, e il rischio che diventi il “vestito fuori moda” degli ambienti è concreto: ciò che nasce come elemento distintivo rischia di appiattire gli spazi, rendendoli simili tra loro.

Non è la prima volta: negli anni ’80 erano le frisette a occupare salotti e camere, finendo per essere poi archiviate come retaggio di un gusto superato. Ecco il paradosso: quanto più qualcosa viene replicato e idolatrato, tanto più la sua permanenza estetica si accorcia, intrappolata in un’epoca ben precisa.

Alternative tra discrezione e innovazione

Guardando oltre, emergono soluzioni più sobrie e meno invasive. Pannelli lisci, superfici materiche, ceramiche con texture leggere o persino nuovi polimeri propongono una eleganza che non invade lo sguardo. Si torna a cercare il dettaglio che si adatta all’esistente, che dialoga con le proporzioni di una stanza piuttosto che imporre una sola grammatica visiva.

Allo stesso modo, coperture murali come gli intonaci minerali, le carte da parati panoramiche o le fibre naturali offrono alternative meno marcate, in grado di dare carattere senza ricorrere a una soluzione seriale. Soluzioni che non cercano visibilità a tutti i costi, ma si fanno notare per il loro equilibrio.

Eleganza da costruire, più che imitare

Oggi più che mai torna utile scegliere con misura. Personalizzazione e sobrietà sono ormai il codice della decorazione contemporanea: un approccio che preferisce la coerenza con lo spazio e la durata rispetto all’omologazione del momento. Scegliere un rivestimento non significa soltanto seguire un flusso: serve domandarsi come impatterà, quale atmosfera genererà, se aggiungerà davvero valore.

Il lambris, da soluzione innovativa, rischia di diventare un rimedio temporaneo, la classica “tappabuchi” che tra qualche anno richiederà nuove scelte, nuovi investimenti, forse qualche rimorso.

La percezione dello spazio evolve insieme alle nostre abitudini, e ciò che oggi arreda può domani segnare un’epoca precisa nel ricordo collettivo. Nel mondo della casa come in quello della moda, chi sceglie la sobrietà costruisce ambienti destinati a resistere. Il resto è onda: passa, lascia tracce, poi rientra piano nella corrente più ampia delle cose dimenticate.

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Giornalista indipendente con una grande passione per la scrittura e la ricerca. Amo esplorare argomenti diversi e condividere storie che possano informare e ispirare i lettori. La curiosità è il motore che guida ogni mio articolo.