Gli esperti sono chiari camminare 10000 passi al giorno non è sufficiente per compensare gli effetti negativi della sedentarietà secondo gli specialisti
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Gli esperti sono chiari camminare 10000 passi al giorno non è sufficiente per compensare gli effetti negativi della sedentarietà secondo gli specialisti

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- 26 Febbraio 2026

Una sedia, un computer acceso, la luce della finestra in controluce sulle piante del soggiorno. Il tempo davanti allo schermo passa silenzioso, interrotto solo dal rumore di una notifica o dal tintinnio delle chiavi sulla porta. Sembra non esserci minaccia, eppure qualcosa striscia intorno alla routine: il corpo, seduto tante ore, accumula giorni fermi e ripetitivi. Intanto, la regola dei diecimila passi al giorno galleggia nell’aria, promettendo prevenzione salutare ― ma davvero basta quel numero per allontanare i rischi?

Il ritmo della quotidianità

Sedersi viene naturale come bere un caffè. In ufficio, in viaggio, a casa. Molti non si rendono conto di quanto le proprie giornate siano segnate da lunghe sequenze immobili. Secondo recenti dati, la media si avvicina alle 10 ore e mezza seduti ogni giorno. Quel tempo, apparentemente innocuo, pesa sul benessere: aumentano le malattie cardiovascolari, cresce il rischio di diabete, la longevità si accorcia poco a poco.

Passi contro la staticità

Chi indossa un contapassi lo sa: le cifre cambiano, lo sforzo sembra minimale. Una passeggiata nel quartiere o tra gli scaffali del supermercato diventa un piccolo investimento per la salute. Gli specialisti confermano: ogni passo in più funge da “antidoto” quotidiano agli effetti della sedentarietà. Anche incrementi modesti, come portare la media a 4.000-4.500 passi al giorno, valgono già la metà dei benefici massimi osservati.

Superare la soglia simbolica

C’è chi mira ai 10.000 passi, seguendo una raccomandazione diffusa e semplice da ricordare. Ma la scienza traccia con maggiore precisione i contorni dell’efficacia: raggiungere 9.000-10.000 passi ogni giorno riduce il rischio di patologie cardiovascolari del 21% e la mortalità del 39%. Tuttavia, il vero insegnamento sta nella gradualità: non occorre tagliare subito i traguardi massimi, conta soprattutto non fermarsi.

Muoversi, sempre

Nessuna camminata, per quanto generosa, cancella completamente i danni della sedentarietà. Rimanere meno tempo seduti mantiene il suo valore, e nessun passo è un lasciapassare definitivo. Tuttavia, anche per chi trascorre molte ore alla scrivania, accumulare movimento fa la differenza: camminare più del solito, a qualsiasi velocità, aiuta tutti a distanziare le conseguenze peggiori dell’inattività.

Un gesto quotidiano, un beneficio reale

Basta osservare chi scende le scale invece di prendere l’ascensore, chi gira l’isolato ancora una volta prima di rientrare a casa. In realtà, ogni occasione di movimento contribuisce, come se ogni passo allungasse un poco la distanza fra noi e le statistiche sulla malattia. Lo suggeriscono dati raccolti su larga scala in adulti generalmente sani, confermando la concretezza di queste scelte “modeste” ma ripetute.

Tra mito e realtà della soglia

La leggenda dei 10.000 passi rimane, certo, come simbolo facile. Ma dietro i numeri, una raccomandazione più umana: i benefici arrivano anche senza perfezione. Muovere il corpo ogni giorno resta una strategia semplice, ma mai banale. E sapere che non serve inseguire sempre prestazioni eccezionali può aiutare molti a darsi una possibilità in più.

Conclusione sensata, alla fine: camminare non è un rimedio miracoloso, ma vale quanto una buona abitudine ripetuta ― una protezione quotidiana, discreta, contro i danni nascosti di sedie e divani. Nell’incertezza di giornate sempre più sedentarie, quel piccolo movimento resta un alleato, silenzioso ma efficace.

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Giornalista indipendente con una grande passione per la scrittura e la ricerca. Amo esplorare argomenti diversi e condividere storie che possano informare e ispirare i lettori. La curiosità è il motore che guida ogni mio articolo.