Il cemento cerato non è più di tendenza nel 2026 ma molti lo ignorano e continuano a usarlo
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Il cemento cerato non è più di tendenza nel 2026 ma molti lo ignorano e continuano a usarlo

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- 24 Febbraio 2026

Sotto lo sguardo distratto di chi sfoglia le foto d’interni su uno smartphone, il pavimento sembra perfetto: una superficie liscia, uniforme, senza interruzioni. In certi bagni, la luce scorre sulle pareti grigie, riflettendo una freddezza elegante e silenziosa. Eppure, dietro questa calma apparente, qualcosa sta cambiando. Un materiale che aveva conquistato le case più attente al design comincia a mostrare i suoi limiti, e il vento delle tendenze si sposta altrove.

Le promesse di un’estetica immobile

Entrare in uno spazio vestito di cemento cerato continua ad evocare un’idea di ordine e pulizia. La superficie fredda lascia pochi segni del passaggio umano, almeno all’inizio. La scelta era quasi obbligata per chi inseguiva una casa dal carattere industriale, senza fronzoli: cucine dall’aria severa, bagni privi di decori. Tuttavia, la vita quotidiana racconta una storia meno lineare.

Manutenzione invisibile, problemi concreti

Con il passare dei mesi, il minimalismo mostra il suo prezzo nascosto. Macchie, minuscoli graffi, aloni lasciati dall’acqua o da liquidi acidi si accumulano silenziosamente. Nessuno aveva immaginato quanto spesso sarebbe servito intervenire: vernici e trattamenti si sommano, prosciugando la pazienza prima ancora del portafoglio. Gli ambienti umidi, come il bagno, accentuano la comparsa di microfessurazioni e rendono la pulizia una fatica costante.

La fragilità dietro la robustezza

Il cemento cerato si lascia attraversare dai movimenti della casa, dagli sbalzi della temperatura, dall’uso quotidiano. Con il tempo, le rispettive crepe diventano mappe sottili nella materia. Riparare non è semplice: spesso, l’unica via è togliere e rifare tutto, con costi che salgono rapidamente. Si rompe così l’incanto della solidità su cui si era scommesso.

Valutazioni economiche che sfuggono

Molti scelgono il cemento cerato immaginando una spesa contenuta, ma la realtà costringe a riconsiderare il progetto. La posa non tollera improvvisazione: serve una preparazione minuziosa e mani esperte, con prezzi che salgono facilmente tra gli 80 e i 150 euro al metro quadro. Ci sono alternative più durevoli e meno esigenti allo stesso costo, ma il mito persiste ancora in molte scelte.

Tendenza in fuga, calore ritrovato

Oggi la scena cambia. Chi pensa agli spazi della propria casa insegue un senso di calore e autenticità che il grigio omogeneo fatica a trasmettere. Il cemento cerato, ormai, viene percepito come senz’anima, monotono e distante. I materiali naturali — legno, pietra, cotto — tornano protagonisti, insieme a soluzioni tecniche come il gres porcellanato o il parquet idrorepellente. Anche resina e intonaci decorativi propongono superfici continue, ma insieme a esse portano accenti di comfort e personalità.

Alternative che raccontano nuove storie

Le piastrelle effetto cemento risolvono molti problemi pratici, mentre la resina epossidica assicura resistenza e facilità di gestione. I toni caldi del parquet, il fascino vissuto dei pavimenti in cotto o pietra restituiscono all’abitare una dimensione più umana. Le superfici non sono più solo fondali, ma diventano parte viva della casa.

Conclusione

L’epoca del cemento cerato sembra ormai avviarsi verso il tramonto: la sua promessa di modernità si scontra con la realtà della manutenzione e con il desiderio diffuso di ambienti più accoglienti. Nel 2026, la ricerca di praticità e calore guida le scelte; si lasciano alle spalle le superfici fredde, per preferire materiali che durano e si vivono, senza compromessi tra forma e funzione.

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Giornalista indipendente con una grande passione per la scrittura e la ricerca. Amo esplorare argomenti diversi e condividere storie che possano informare e ispirare i lettori. La curiosità è il motore che guida ogni mio articolo.